Il digital divide e il nuovo sogno

La storia dei computer è una storia di sogni, che in pochi anni ci hanno portato da un’epoca all’altra.

Il laptop per il mondo

Cominciamo dal 1970 Federico Faggin, un italiano formatosi in Olivetti e SGS salta il fosso, anzi l’Atlantico, e approda alla californiana Intel, creando il 4004, il primo microprocessore. È la fine dell’epoca dei camici bianchi dei film anni ’60: da ora in poi si possono costruire computer economici, così a buon mercato da poter diventare un prodotto di massa.Il 4004 non ebbe grande diffuzione, ma il gruppo di Faggin mise a segno un bel risultato con l’8080, un processore che ebbe un discreto sucesso commerciale. Nel 1976, Faggin passò alla Zilog e progettò lo Z80, che aveva importanti innovazioni e prestazioni significativamente migliorate. Lo Z80 fu il motore di diversi personal computer, fra cui lo ZX81 e lo ZX Spectrum del visionario Sinclair. Accanto alle macchine pensate per gli hobbisti, lo Z80 fu anche il motore di computer da ufficio, basati sul sistema operativo CP/M.

La prima porta era stata aperta e la produzione di un computer a basso costo, abbastanza economico da costare come un elettrodomestico di casa era diventata possibile.

Nel 1975 Bill Gates e Paul Allen, intuita la potenzialità delle nuove macchine fondano Microsoft, con un sogno nel cassetto, di quelli che sognano solo gli americani: portare un computer su ogni scrivania.

Gates aveva in mente di fare soprattutto il software, ma qualcuno doveva pensare anche alle macchine. Il primo aprile del 1976, Steve Wozniak, Steve Jobs e Mike Markkula fondarono la Apple e continuarono industrialmente una produzione iniziata nel garage di casa con mezzi di fortuna. In pochi anni l’Apple ][ era diventato un computer popolare e, soprattutto, era stato sperimentato anche in applicazioni di uso generale.

Il fenomeno dei personal computer divenne tale che il più grande venditore di macchine da ufficio non potè ignorarlo. Il 12 agosto 1981 la IBM lanciò il PC, comprando il software dalla Microsoft. IBM dimenticò di ottenere una licenza esclusiva considerando forse più economico prendere il software in licenza, fece così di Microsoft un fornitore esterno di un componente indispensabile per una produzione di milioni di esemplari.

Adesso, c’è probabilmente davvero un computer su ogni scrivania

Nel 1982 Scott Mc Nealy, Bill Joy e altri uscirono dall’università di Stanford con in tasca il progetto di un computer e fondarono la Sun Microsystems, il loro sogno era affidato a uno slogan che all’epoca era difficile da comprendere: la rete è il computer.

Quel sogno pazzo sta diventando ampiamente realtà: nessuno probabilmente pensa oggi di comprare un computer senza attaccarlo a Internet, la rete delle reti mondiali. Una rete nata per applicazioni militari e di ricerca oggi è diventata la biblioteca universale, il sistema nervoso del mondo, la strada su cui viaggiano tutte le idee e le notizie.

Il sogno di adesso è un sogno mondiale. Il 17 novembre 2005 Nicholas Negroponte presenta a Tunisi un progetto del MIT Media Lab, un computer portatile a manovella. Il progetto del MIT è pensato per costare meno di 100 dollari, non richiedere corrente elettrica e consentire facilmente di collegare i computer in rete. Insomma, tutte le caratteristiche ideali per un computer che può essere usato da una classe che fa lezione sotto un sicomoro.

Lo scopo del sogno è mettere nelle mani dell’intelligenza del sud del mondo strumenti e mezzi per realizzare e imparare.

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