iPhone: il telefono non è più lo stesso

È uscito l’iPhone e il telefono non è più lo stesso. Quando Steve Jobs dice che Apple reinventa il telefono non dice bugie.

Apple parte da un punto di vista diverso dagli altri, perché si domanda in primo luogo cosa vorremmo fare noi, cosa vorrebbero fare i nostri clienti o forse cosa piacerebbe fare a Steve Jobs con un telefono cellulare?

Non parte dal dato di fatto che i telefoni sono fatti in un dato modo, o dagli schemi di applicazione dei chipset più diffusi.

Jobs cita una frase chiave durante il lancio dell’iPhone: chi prende seriamente il software dovrebbe disegnare il proprio hardware. Non è citata a vuoto: l’iPhone contiene un accelerometro e un sensore di prossimità perché servono al software per fare il suo lavoro nel modo migliore.

Apple si domanda cosa fare con un telefono e si risponde tre cose: telefonare, sentire musica e collegarsi a Internet. Procede quindi sul tema che si è data con coerenza e integrità di progettazione, come è sua tradizione.

Lasciamo stare tutti gli aspetti del telefono, perché esaminarli tutti ci porterebbe troppo lontano e concentriamoci solo sul modo in cui è stato affrontato il terzo punto, la capacità di connessione a Internet.

In primo luogo il sistema operativo del telefono è lo stesso di tutti gli altri prodotti Apple, Mac OS X, uno splendido sistema basato su BSD Unix, che contiene i miglioramenti al threading e alla gestione della memoria creati alla Carnegie Mellon University da Avadis Thevanian con Mach. Il punto di partenza è solido: un sistema con Unix non ha problemi a collegarsi a Internet.

In secondo luogo, quale Internet interessa a Jobs? La vera Internet, non la Internet della Barbie che hanno tramato le compagnie telefoniche e i fabbricanti di telefoni, arrangiandosi con schermi microscopici e inventando alternative non richieste a HTML, pre creare un ghetto per telefoni in cui le compagnie telefoniche tentano di sguazzare con i loro “contenuti”.

Ora, se c’è una cosa di cui nessuna compagnia telefonica è capace, è creare contenuti interessanti. Non è nemmeno questione di incapacità, o almeno non solo. Il punto è che non sono le compagnie telefoniche che creano pagine che la gente vuole vedere, ma sono le aziende o gli individui che hanno qualcosa di interessante da comunicare.

Il nuovo telefono di Apple collegato al sito del New York Times

Tutti hanno fatto l’errore dei contenuti: Compuserve quando Internet sembrava un empireo per scienziati atomici, Italia Online quando già si cominciava a capire che gli utenti non volevano stare in un recinto chiuso quando c’era una Internet in grande crescita e, per ultime, le compagnie telefoniche con i loro portali che cercano di razzolare clienti raccattando il peggio del peggio: messaggerie, chat, oroscopi e tutti gli altri bassi istinti in circolazione, almeno quelli legali e morali.

Ora, come si fa a andare su Internet, quella vera, con un telefono con un display da 170 punti? La risposta di Apple dà forma allo strumento: in primo luogo si elimina la tastiera e si guadagna spazio, in secondo luogo si usa un display con una densità maggiore di punti, che a parità di centimetri offre una volta e mezzo la risoluzione della concorrenza e infine si insegna al telefono a rilevare quando è girato in orizzontale, in modo da passare automaticamente dalla visualizzazione verticale a quella orizzontale.

Lo schermo di iPhone è ben al di sopra di tutti i concorrenti: 320 per 480 punti, grazie anche a una densità di 160 punti per pollice.

Eliminare i tasti libera spazio e permette alle applicazioni di avere un’interfaccia utente ad hoc, proprio come le interfacce grafiche hanno liberato gli utenti dai tasti funzione venti anni fa.

Avendo lo stesso sistema operativo dei desktop, è facile usare lo stesso browser portando Safari sul dispositivo portatile, debitamente esteso per supportare le funzioni specifiche del telefono, come il sensore di rotazione e orientamento.

Dato che le linee senza fili sono quello che sono, il telefono sa collegarsi a reti WiFi e commuta automaticamente su una rete WiFi quando è disponibile.

Insomma, Apple non ha fatto un grande telefono perché è partita da un hardware eccellente, ma è partita da specifiche eccellenti realizzando l’hardware di conseguenza e integrandolo col software.

Speriamo che questo aiuti a dare un indirizzo al mercato perché Apple non ha considerato che, se gli utenti vogliono un dispositivo mobile con capacità di navigazione, le società telefoniche fanno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote.

La Internet mobile ha costi proibitivi, dell’ordine di diversi euro per Mbyte. Gli abbonamenti sono altrettanto impegnativi: i costi intorno ai venti euro al mese obbligano chi vuole guardare occasionalmente una pagina sul telefonino a impegnarsi per due/trecento euro all’anno. Se non ci si abbona, invece i prezzi sono da strozzini e i venti euro dell’abbonamento partono caricando quattro o cinque pagine di portale. Questa forbice ha portato gli utenti a considerare l’accesso a Internet col telefono una funzione da riservare solo ai casi di vita o di morte.

Questo è uno dei punti su cui si gioca il futuro degli smartphone di nuova generazione che seguiranno a imitazione dell’iPhone, speriamo che le compagnie telefoniche ci sentano e rinuncino all’inutile recinto di quel Televideo senza fili che è il Wap.

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