Arriva il Google Phone, ma è un androide

Arriva il telefono di Google, ma contrariamente alle attese non si tratta di hardware, bensì di una piattaforma software, chiamata Android. In altre parole, Android è il software che un produttore di telefoni può usare per dare anima al metallo.
Google ha pubblicato un SDK che sto provando su MacOS e è disponibile anche su Windows e Linux.
Il Gphone non è un telefono

Lo SDK comprende le librerie software e l’emulatore necessario per provare le applicazioni dentro un telefono anche se virtuale. Le applicazioni di base sono comprese nell’emulatore, che quindi è interessante anche per chi non vuole creare applicazioni perché permette di farsi un’idea del telefono in anticipo.
Curiosando, troviamo un browser e un client per i servizi di cartografia di Google (Google Maps).
L’ambiente software si basa sul sistema operativo Linux in una versione ridotta adatta per la memoria a disposizione in un telefono. L’ambiente applicativo, invece, si fonda su Java.

La versione di Java però non è quella ufficiale Sun. Google ha optato per una macchina virtuale proprietaria chiamata Dalvik, dal nome di un villaggio islandese. La scelta di Java ma non di Sun avrà sicuramente strascichi, ma deriva dall’intenzione di evitare costi di licenza e di usare una versione di Java su cui Sun vuole mantenere il controllo.
Ma Java non era distribuito con licenza open source? Non tutto, come spiega Stefano Mazzocchi nel suo blog. Dato che Sun conserva il controllo della piattaforma Java per i telefoni, Google ha pensato di svincolarsi e creare una macchina virtuale alternativa.
Il codice Java viene compilato con un compilatore standard e tradotto in codice per la macchina virtual Dalvik da un postoprocessor.
La questione legata a Dalvik farà molto discutere, probabilmente anche gli avvocati delle due parti.
Lo sviluppo di applicazioni avviene in Eclipse, grazie a un plugin per l’IDE open source creato da IBM.

Il Gphone non è un telefono