Lenti multifocali Bausch and Lomb

Avevo parlato delle vicissitudini di un ipermetrope che comincia a diventare presbite ma non vuole rinunciare alla massima qualità di visione e comodità in questo articolo.
Adesso ci sono aggiornamenti: sto provando delle lenti nuove, di Bausch and Lomb grazie alla cortesia di Eyes Online, che mi ha inviato due campioni.Cominciamo dalle motivazioni che mi hanno spinto a cercare qualcosa di nuovo.
Le lenti multifocali sono, come è ovvio, un nonsenso fisico e un’aberrazione in senso traslato e in senso ottico, ma sono anche una necessità per aiutare un occhio che non riesce ad accorciare la focale più di tanto.
Dato per scontato che ci sono comunque dei compromessi, parliamo del peso di questi compromessi.
Le lenti a contatto di Ciba, le Focus Dalies che ho usato con successo hanno due difetti salienti.
Nella visione notturna, c’è un effetto di doppia immagine intorno alle luci, cioè tutte le luci forti sono circondate da un’immagine fantasma più grande e sfuocata.

Nella visione diurna, l’acutezza visiva da lontano, dove non serve nessun aiuto all’occhio, è ridotta.
Probabilmente la causa sta nel fatto che le lenti Ciba sono disegnate come un collage di lenti di due poteri diversi, che creano due immagini fra cui l’occhio sceglie. L’effetto è visibile anche leggendo: il testo che si legge è circondato da un’ombreggiatura. Questo non è fastidioso e non impedisce la lettura.

Anche qui abbiamo due immagini e l’occhio si concentra su quella buona, almeno se il contrasto è abbastanza elevato. Se si guarda da vicino qualcosa che non ha il contrasto di testo nero su fondo bianco, i risultati sono inferiori.

sm_pv_mf_lens.jpgLe lenti Bausch and Lomb usano un approccio diverso, la curva è asferica e il potere delle lenti varia dal centro alla periferia, come illustrato in questo disegno. Il profilo della lente passa da una zona di potere superiore a una zona periferica di potere inferiore, con un’ampia zona di passaggio (2).

Dopo qualche giorno di test le impressioni sono molto buone: non noto le immagini fantasma nella visione da vicino col sole o in controluce di notte e ho osservato un miglioramento nella terra di nessuno fra la distanza di una spanna e quella di un braccio, la zona ahimè in cui si trova lo schermo del monitor.
Certo, nel lavoro al computer conviene ricorrere sempre a degli occhiali da lettura, ma, se si è sprovvisti si può lavorare tranquillamente, anche con i caratteri piccoli del mio Macbook.

Quello che non mi aspettavo è la differenza di qualità e di comodità di uso fra le lenti giornaliere e quelle mensili. Le Pure Vision sono solide al tocco, morbide ma solide e non hanno l’aspetto spugnoso e gelatinoso delle altre.

Ho eliminato l’abitudine di togliere le lenti verso ora di cena e non ho sentito la necessità di passare agli occhiali nemmeno dopo una serata fuori.

La comodità deriva da due fattori: uno è la curvatura e l’altro è la superficie. Le lenti Focus mi danno a volte la sensazione di stringere l’occhio, probabilmente perché la dimensione o la curvatura non sono altrettanto adatte alla mia conformazione. La superficie, invece non causa problemi alle palpebre e quel lieve bruciore che la sera fa venire in mente le lenti e la voglia di toglierle.

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