Clinic di Reggie Hamilton e Gary Novak

Lucky Music ha organizzato con l’aiuto di Yamaha e Fender una clinic molto interessante con Reggie Hamilton e Gary Novak, session man di stellare competenza, in Italia in tour con Eros Ramazzotti.

La clinic si è tenuta al Live Forum, un nuovo locale, con un palco che è raro trovare e un impianto voce di grande pulizia, nel Forum di Assago, dal lato del teatro.

La clinic è stata molto interessante, ma soprattutto la musica è stat di grande livello. I due artisti, fuori dalle ristrettezze del suonare per lavoro con la musica di altri artisti ne hanno approfittato per tirare fuori la loro musicalità straordinaria.

Novak è un batterista molto raffinato, ma con la capacità dinamica di un batterista rock. Spesso, questa doppia anima dinamica veniva fuori nella stessa battuta e gli accenti erano qualcosa di più di accenti: erano piloni a cui attaccarsi per il groove.

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Reggie Hamilton è un musicista molto espressivo e la tecnica non gli prende mai la mano: la sua musica canta sempre e comunque.

Lello Panico ha messo la sua Telecaster al servizio di una musica rigogliosa e vitale, lontana dall’esibizionismo tecnico e dai cliché.

Come sempre in queste clinic il ritratto degli artisti è: persone semplici, gioviali, con un’attitudine positiva, molta disponibilità e modestia. Probabilmente non si diventa un grande session man senza queste qualità.

Molte domande si sono centrate sull’aspetto generale del fare musica da artista e su come organizzare il proprio percorso di crescita.

Poche le domande strettamente tecniche, ma abbiamo rubato un trucco osservando attentamente: nello slap con terzine veloci e due pull-off per slap, Reggie Hamilton àncora la mano destra sullo strumento appoggiando il mignolo, probabilmente per non perdere la stabilità della mano e avere più facilità nel pull.

Lo strumento di Hamilton era un Jazz Bass messicano della serie road worn, con corde fender lisce, fiesta red. I pick-up erano Alembic.

Alla fine la serata la domanda che avremmo voluto fare a Reggie Hamilton, senza averne il coraggio, era “ma come fai a stare in maglietta con questo freddo, che io col piumino mi sto ammalando?”.

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