Lenti a contatto multifocali

Quando si inizia a avere un po’ di esperienza (mettiamola così) è fatale cominciare a essere un po’ presbiti. Si inizia a allontanare il libro, spostare indietro il monitor fino al punto di rottura, quando il libro e il monitor sono troppo lontani per essere letti bene, la data sull’orologio è solo un’idea e leggere gli SMS è quasi impossibile.

La soluzione sta in un paio di lenti multifocali, dicono gli ottici. Gli diamo retta e pieni di entusiasmo facciamo la fatica di abituarci al primo occhiale multifocale.Abiturarsi significa imparare a muovere la testa su e giù come un pollo e a non cadere dalle scale, che sono messe a fuoco attraverso la porzione di lente con la focale per l’uso da vicino. Nemmeno le lenti multifocali però sono la soluzione.Le lenti multifocali sono poco soddisfacenti da lontano, per esempio guidando. Non hanno infatti la precisione e la qualità delle lenti a focale singola. Da vicino le cose sono altrettanto approssimative perché una buona focalizzazione da vicino si ha solo guardando l’orologio o leggendo il messaggio SMS.

Leggere non è comodissimo e lavorare al computer non è agevole, anzi è molto disagevole.La spiegazione è semplice: le lenti multifocali sono un orrore dell’ottica. La lente di qualità deve essere sottile, realizzata in un materiale a alto indice di rifrazione, trattata contro i riflessi e possibilmente di potere non elevato, altrimenti le aberrazioni sono elevate.

Le multifocali realizzano il risultato a patto di severe limitazioni, in particolare la zona di messa a fuoco da vicino è poco o meno una spanna a distanza di un braccio. Si vede subito che è uno spazio più piccolo di un monitor di computer.

Per questo, secondo me, le lenti multifocali non vanno prese come la soluzione globale che ci viene prospettata dall’ottico e dalla pubblicità, ma devono essere viste come una lente da lontano che permette comunque di usare lo smartphone appena comprato e leggere il cronografo.

Da vicino – e soprattutto al computer – nulla batte un paio di lenti da vicino. In poche parole tocca sempre usare due paia di occhiali.

Le lenti a contatto multifocali possono essere una soluzione alternativa interessante. Le lenti sono altrettanto un orrore dell’ottica perché sono un collage di lenti di due poteri diversi secondo uno schema a cerchi contentrici o a nido d’ape. Grazie a questo hanno due zone di messa a fuoco su due piani diversi.Per costruzione, fanno perdere un poco di acutezza visiva da lontano e danno una messa a fuoco da vicino un po’ particolare. Diciamo che bisogna fare imparare al cervello a scegliere quale focalizzare fra le due immmagini, cosa che non crea problemi al nostro meraviglioso computer.

Le cose vicine, come le lettere su uno stampato appaiono come una immagine a fuoco circondata dalla nuvoletta sfuocata del fuori fuoco, un po’ come se tutti si fossero sbizzarriti a creare effetti di ombreggiatura al testo. Nonostante questo, si legge piuttosto bene, anzi il nero su bianco è proprio la cosa focalizzata meglio da vicino. Le immagini non al tratto, ma a tono continuo non sono così chiaramente a fuoco come lo stampato nero su bianco, ma comunque la praticità c’è.

Il miracolo avviene a una distanza ben precisa, che è ideale per l’orologio, il libro e il cellulare, ma un po’ troppo vicina per il computer. Servirà lo stesso un paio di occhiali da una diottria o una e mezza per usare il computer con scioltezza, però le lenti di piccolo potere sono poco fastidiose, hanno poche aberrazioni e sono tollerate benissimo anche quando si alzano gli occhi e ci si guarda intorno.

Certo, guidando la notte si scopre che anche da lontano c’è un piccolo alone intorno a tutti i punti luminosi, ma il disagio non è elevato. Se so in anticipo che devo guidare fino a tardi mi munisco di occhiali con le lenti da lontano per tempo, minime aberrazioni e nessun rischio per il comfort.

Aggiornamento: ho provato lenti multifocali di un’altra marca.