L’innocenza dei pasticcioni

Vedo che la pubblicistica dei blogger più vicini a Renzi non manca occasione per sottolineare gli svarioni e le incongruenze delle giunte a cinque stelle. Anche l’Unità prende questo compito come una missione.

A me, questo zelo pare molto poco utile e fastidioso per una somma di ragioni.

In primo luogo, non serve sottolinearlo: chi si improvvisa in qualsiasi mestiere fa dei pasticci. Potete pensare che mettere calce sui muri sia una cosa semplice, quasi banale, ma provate a improvvisarvi muratori per vedere i risultati. Ora, fare il sindaco non è per niente più facile che fare il muratore, quindi anche qui è ben lecito attendersi svarioni, con dilettanti alle prese con regolamenti e un reticolo di regole in cui solo i pesci più navigati sanno nuotare con grazia. Di conseguenza, nessuno, probabilmente nemmeno chi li ha votati, si aspetta una navigazione perfetta dai giovani ribelli entrati in politica.

Riguardo ai sospetti di infiltrazione di qualche comune che ha cambiato bandiera, anche qui non c’è nulla di inatteso da additare. La criminalità organizzata, quando non si candida direttamente, appoggia chiunque vinca, perché non ha nessun interesse per il colore politico. Se un comune sta per essere preso dai barbari e il potere rovesciato, può essere un’occasione d’oro per infiltrare un uomo fra i ribelli, che può anche essere più facile di mettere un altro uomo all’interno del castello.

Sono tutte cose da segnalare, e la gente le sa, anche chi vota il nuovo, sa di acquistare una macchina che non ha avuto collaudo, ma spesso conosce benissimo i difetti della precedente e questo basta.

Chi fa politica in una realtà più organizzata, ha poco agio nel segnalare che anche gli altri amministrano male, questo non migliora in nessun modo la percezione di come ha amministrato chi aveva potere e, spesso, capacità per farlo.

Ora, io non sono affatto fra i detrattori per principio del Presidente del Consiglio e continuo a riconoscergli, oltre ai difetti che tutti sanno, anche il coraggio di avere tentato qualcosa di diverso e avere perseguito con coerenza l’agenda che si era posto fin dall’inizio.

Inoltre, penso anche che chi vuole cambiare le cose, dovrebbe tentare di lavorare con le forze che hanno il potere e la capacità di cambiarle, perché la presenza di mele marce non deve fare percepire tutte le forze politiche come l’impero del male. Spesso ci sono energie sane, che possono solo trarre vantaggio dall’aiuto di persone fresche e entusiaste.

La pretesa di non collaborazione e non commistione dei cinque stelle, li ha relegati nel ruolo di animatori teatrali del Parlamento, sempre con un gioco nuovo da proporre in TV, ma con quasi nessun provvedimento messo in carniere. Tenere le truppe a fare flessioni per quattro anni in attesa della prossima battaglia è uno dei modi di disfare un esercito.

Ritornando a temi elettorali, pensiamo alle prossime elezioni comunali. A Milano sembra difficile poter disperdere il credito che la giunta Pisapia ha guadagnato, a meno di errori clamorosi. E fare continuare un’amministrazione che si è tenuta fuori dai guai e ha dimostrato di saper far funzionare il motore, sembra il bene della città.

A Roma è ben difficile pensare che non vinca il movimento a cinque stelle, dopo tutti i tremendi pasticci di una giunta che non è riuscita a fare arrivare negli uffici amministrativi la voglia di rinnovamento che c’era nell’ufficio del sindaco avvitandosi in una spirale di guai e dopo che la destra non sembra in grado di avere in catalogo altro che paura e odio.

Nonostante qualsiasi campagna di denigrazione e di pubblicità degli errori a cinque stelle, potremmo vedere uno dei comuni primari in mano a una giunta di personaggi appena sbarcati in politica. Fra qualche anno, il biglietto da visita del movimento, sarà questa giunta e  poco conteranno le campagne su Quarto o Livorno, mentre il biglietto da visita del centro sinistra a Milano sono gli ultimi quattro anni di amministrazione.

Ecco perché credo che questa propaganda sia solo sterile narrativa, che non sposterà voti e non crea premesse di nessun genere, mentre quello che realmente cambierebbe le cose, per il partito del presidente del Consiglio, sarebbe una sistematica campagna di igienizzazione dei circoli e dei comuni più grigi, cioè quella rottamazione che era in agenda.

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