Il barista

Michele Costabile, bassista, flautista, technical writer, traduttore e appassionato scrittore in C dal 1985 e Java dal 1996, con la passione per i linguaggi di programmazione, la rete e i suoi standard. Milioni di righe di codice sulle spalle. fra i quali il motore della posta di Italia Online nel 1996

Una e-mail dal 1985, protagonista della rete dal 1986, noto sui newsgroup di musica e programmazione dai tempi di Uucp, collaboratore del mensile di informatica più venduto da più di dieci anni. Tutto con un comune denominatore: il modo di affrontare le cose.

Che si tratti di musica, di programmazione o di scrittura, il bersaglio è lo stesso: quello che i musicisti chiamano groove e i programmatori chiamano flow.

Il flow è il momento magico quando il lavoro si crea “da solo”, la mente lavora navigando in un flusso ininterrotto di pensiero mentre tutto il resto scompare e la percezione del tempo si modifica. Chi programma sa di cosa sto parlando.

Anche i musicisti sanno che la concentrazione è la madre del groove, altrimenti è la fine. Non si interrompe un’esecuzione per consultare un testo di armonia o il manuale della chitarra elettrica.

I ragazzi che giocano con i videogame amano l’esperienza anche perché la concentrazione richiede di entrare nel flow e dimenticare tutto il resto.

Probabilmente il flow è una definizione di divertimento.  Si tratta anche del modo in cui il lavoro intenso si fa ricompensa. Ecco una discussione più approfondita e un libro sull’argomento.

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