Irene Fornaciari alla Salumeria della musica

Irene Fornaciari alla Salumeria della musica
Irene Fornaciari alla Salumeria della musica

Irene Fornaciari ieri sera era alla Salumeria della musica per Rock Files Live, una ottima trasmissione di musica e interviste con i musicisti condotta da Ezio Guaitamacchi su Lifegate, che si può ascoltare collegandosi a questo indirizzo. L’occasione è la presentazione dell’album Vintage Baby.

La piccola Fornaciari ha una voce ben educata, anche se la ragazza ammette con pudore di non avere preso molte lezioni. Sarà l’orecchio allenato dalla ricchissima collezione di dischi del padre, sarà l’avere sentito passare accanto musicisti professionisti di ogni tipo, ma Irene ha le inflessioni giuste nell’interpretazione.

La voce gioca più spesso su tonalità pulite, restando tonda e piena su tutta l’estensione e ha l’elasticità di una frusta in quelle inflessioni che ha appreso sugli amati dischi anni ’60 e ’70.

In breve, Irene Fornaciari è una ragazza schietta e una cantante con mezzi vocali potenti, giovane, ma con diversi anni di gavetta alle spalle, un orecchio molto ben educato e una  cultura musicale non certo superficiale, che ha tutte le doti per raggiungere obiettivi importanti.

A rendere lo spettacolo ancora più godibile i due musicisti sul palco: il produttore di Vintage Baby, Max Marcolini, che alterna piano e chitarra, e Lorenzo Poli al basso, che sanno rendere i classici del soul e i brani del disco come se ci fosse una big band.

Nel primo bis, un’estenuata There no sunshine when she’s gone, si sentono quasi i fiati implicati dalle nuance della chitarra, una Guild acustica, assistita con maestria dai loop registrati in diretta da Marcolini.

Le canzoni del brano sanno coniugare, come è un trademark di casa Fornaciari, parole in Italiano e ritmica soul in un insieme gradevole. Tutte le canzoni meritano un ascolto. Ci rimangono

nell’orecchio Sorelle d’Italia e la cover di The devil is loose: Il diavolo è illuso.

In definitiva, uno spettacolo molto godibile e una cantante con il gusto della semplicità e della forza istintuale del miglior soul degli anni più esplosivi della nostra musica.

Se abbiamo una critica da fare è al sito web, che è criptico e ostico nella migliore tradizione dei siti delle band fatti in Flash e all’iconografia ufficiale che spinge su una sofisticazione  che, per fortuna, non caratterizza la ragazza.

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Combinare gli effetti

P1010418, originally uploaded by michelecos.

Non è necessario avere uno studio di registrazione di alto livello per usare gli effetti in parallelo invece che in serie.
In questo caso il compressore Aphex Punch Factory viene usato come splitter per inviare il segnale pulito sul canale 2, attraverso un cavo bilanciato, mentre il segnale compresso viene inviato attraverso l’overdrive sul canale 1.
Il segnale compresso miscelato con il segnale originale è un po’ più rotondo e corposo, ma non suona compresso.
La distorsione dell’overdrive Behringer BOD100, miscelata con parsimonia aggiunge carattere al suono, ma il segnale originale rimane chiaro e dinamico senza diventare piatto.
L’accordatore ha un buffer che comprime un pochino il suono, meglio usarlo su un’uscita separata e tenerlo fuori dal percorso del segnale.

Comunicazione

Ok,sei un esperto di comunicazione, un qualche esperto in promozione e fai campagna.
Agli amici racconti che fai marketing virale perché mandi le email? Può darsi.Una newsletter troppo visuale
O forse stai facendo quello che ti ha ordinato di fare l’MBA di turno inviando la newsletter agli abbonati, cioè a quelli che incautamente o per volontà hanno lasciato l’indirizzo di email da qualche altra parte nel sito aziendale, probabilmente in un altro contesto.
Chi ha deciso il contenuto della newsletter? Qualche esperto di comunicazione probabilmente.
L’immagine è stata creata da qualche fotografo, ritagliata da qualche grafico, impaginata con qualcosa con scritto sopra Adobe.
Vista, piaciuta, spedita a tutti.
Eppure molti client di posta non caricano le immagini, quindi quello che vedo nella mia mailbox GMail è abbastanza desolante: una scrittina con il messaggio, cioè l’offerta di ascoltare un album su MySpace, contornata dal vuoto cosmico.

Su Yahoo (è vero anche l’altro indirizzo è nelle grinfie di MySpace) la situazione è ancora peggiore.
L’interfaccia di Yahoo! Mail è più barocca e si mangia tutto il post lasciando il contenuto fuori dalla porta.La stessa newsletter aperta in Yahoo! Mail
non si può obiettare che l’immagine sia indispensabile per la comunicazione, visto che quello che deve comunicare la signorina Allen è da sentire, non da vedere.
A meno che la Allen non sia una tale spettacolosa creatura da essere di quel genere che vende i dischi per la copertina. Per ora non è dato di sapere, bisogna prima ascoltare.
Per aggiungere l’insulto all’ingiuria, l’unica porzione visibile del messaggio in Yahoo! Mail è l’invito a cliccare lì se non leggo la newsletter correttamente.
Ma se non leggo la newsletter correttamente è solo colpa di chi l’ha spedita, non di me che la sto leggendo con tutta la buona volontà non avendola cancellata già nella lista.

Insomma, se hai poco da dire, un messaggio come “hey, sono qui, ascoltami” non c’è niente di male a dire poco in poco spazio senza gonfarsi come la rana della favola.

Infine, ecco la signorina Allen, che fa un pop che non lascia segni.

 

Lilly Allen su MySpace
Lily Allen su MySpace

 

 

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Ritagliare una registrazione dal vivo

Creative Commons License
Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.

Quando si suona in un gruppo è molto utile riascoltare le prove per comprendere gli errori, capire cosa funziona e cosa no e discutere modifiche agli arrangiamenti.

Non tutti i musicisti sono grandi esperti di computer e molti sopravalutano la difficoltà di fare un buon lavoro di editing sulla registrazione, in realtà, come vedremo in questo articolo possiamo fare un ottimo lavoro facilmente e senza comprare software a pagamento.

Il software

Il programma di cui abbiamo bisogno per operare si chiama Audacity,è un’applicazione a sorgente apertom quindi la possiamo scaricare gratuitamente dal sito di sviluppo ospitato su SourceForge.

L’installazione del programma è lineare come qualsiasi installazione contemporanea.

La registrazione annotata con etichette che delimitano le sezioni
La registrazione annotata con etichette che delimitano le sezioni

Per questioni di copyright Audacity non integra un codificatore Mp3, conviene quindi scaricare il codificatore open source Lame, seguendo le istruzioni fornite nella documentazione di Audacity.

Anche Lame è ospitato su SourceForge. Lame comprime l’audio con un algoritmo che è brevettato (la compressione Mp3), quindi sulla pagina di sviluppo troviamo solo i sorgenti del programma. Per trovare l’eseguibile per Windows o il Mac conviene seguier uno dei link proposti dal sito, per esempio questo, scegliendo il primo collegamento che punta a un archivio che contiene la libreria dinamica di compressione e un eseguibile da riga di comando che può essere usato da chi ne è capace.

L’archivio va scompattato in una posizione qualsiasi del disco, Audacity ci chiederà dove si trova la libreria lame_enc.dll quando sarà il momento.

Segmentare la registrazione

Supponiamo di avere lasciato il registratore aperto per tutta la serata durante le prove in sala, magari usando uno dei registratori digitali di cui parlo in questo articolo, come l’ottimo Zoom H2. Dal computer o dal registratore digitale potremo scaricare un enorme file wav con un’ora o più di registrazione. Questo file lo vorremo segmentare tagliando tutte le pause e i silenzi e separando le canzoni una dall’altra.

Per fare questo dovremo aggiungere una traccia speciale alla traccia audio già aperta con Audacity, una traccia per le etichette (label track). La figura seguente mostra come aggiungere questa traccia alla registrazione.

Aggiungere una traccia etichette a una registrazione
Aggiungere una traccia etichette a una registrazione

La label track permette di dare un nome alle sezioni selezionate col mouse nella traccia audio. Le selezioni si possono modificare agendo sui pallini che ne delimitano gli estremi, quindi si possono selezionare le tracce in modo grossolano con uno zoom molto indietro, quindi si possono regolare i punti di inizio e di fine delle selezioni guardando la forma d’onda più da vicino.

Continua a leggere “Ritagliare una registrazione dal vivo”

Yamaha BBT500H, una testata che non fa male

Ho comprato una BBT-500H da Lucky Music a Milano per 608 euro con una cassa 2×10 BBT-210.

Per il momento posso dire che in sala prove ha fatto faville .Ho staccato la testata Mark Bass S450 della sala prove e ho attaccato il BBT500 alla 4×10 Mark Bass.

Il volume è quasi uguale e, comunque, reggo bene la sfida contro due chitarristi armati di Marshall JCM900 con 4×12 e un combo Behringer con 2×12.

La potenza è strana: i watt sono di meno, ma il pavimento vibra più che con l’altro ampli. I medio bassi sono meno gonfi (molto meno boom boom), ma i medio alti escono di più.

bbt-500h-sm

Fra questo e il compressore incorporato, sono presente e spingo di più il gruppo.

Non so fare un raffronto più preciso, ma cambiando testata a metà canzone per vedere l’effetto che fa, l’una o l’altra spingono quanto serve.

Non mi aspettavo così tanta potenza: dal vivo i miei amici hanno combo Fender e Yamaha ben più piccoli e quello era il mio obiettivo. I suoni sono usabili e godibili. Ho usato RnB? (tondo tondo) sui Blues Brothers, Classic e Overdrive (crunch) sui Cream, Modern (scooped) per il funkeggiamento sui Doobie Brothers.

Il pannello posteriore è ricco di connessioni. L'elettronica che lo serve è su una piastra separata.
Il pannello posteriore è ricco di connessioni. L'elettronica che lo serve è su una piastra separata.

I cinque preset sono buoni ed è facile sperimentare,memorizzare e eventualmente resettare l’amplificatore tenendo schiacciato il tasto memory e il tasto 5 mentre si accende l’amplificatore, per un reset delle impostazioni di fabbrica o ad amplificatore acceso per un reset soffice.

Io ho trovato molto comoda l’impostazione manuale, ma prima o poi avrò dei preset. Una pedaliera midi permetterebbe di richiamare i cinque suoni in modo più diretto.

Togliendo il coperchio troviamo una costruzione particolarmente "piena" e i segni del controllo qualità
Togliendo il coperchio troviamo una costruzione particolarmente "piena" e i segni del controllo qualità

Mi è piaciuto soprattutto l’overdrive del suono classic, che appare solo se il gain è alto e spingi a fondo. Per Jack Bruce è quello che ci vuole.

I suoni distorti arrivano fino al metal spinto,ma io non bazzico da quelle parti.

I suoni puliti restano puliti anche col volume verso ore tre. In casa il volume è facile da contenere. A un dato punto non mi sono accorto che stavo pilotando la cassa con l’uscita della cuffia, perché il volume era lo stesso che ho a ore 9.

L’uscita cuffia ha un volume separato e un simulatore di altoparlante, quindi mi diverto anche alla sera.

La cassa 4x10 che yamaha ha progettato per il suo amplificatore
La cassa 4x10 che yamaha ha progettato per il suo amplificatore

Che dire, adesso posso vendere l’Aphex Punch Factory e l’EBS Multidrive (ben 260 euro fra tutti e due) compressore e overdrive dello Yamaha mi vanno più che bene.

Se ci metto sopra anche il Pandora, preso per suonare in cuffia, avrei speso meno a comprare questa testata fin dall’inizio. Però il Pandora è ideale per studiare e me lo porto in vacanza :-).

La verità sui bassi a 24 tasti

Quando si sceglie uno strumento, una delle variabili è l’estensione della tastiera. I produttori di strumenti si orientano generalmente su due scelte: 21 e 24 tasti.

Apparentemente non ci sono ragioni per optare per un’estensione inferiore. Perché non avere tre tasti in più e accontentarsi di un’estensione inferiore?

In realtà c’è una differenza fra gli strumenti a 21 e quelli a 24 tasti, non solo per quanto riguarda il bilanciamento dello strumento, ma anche differenze nel suono, che non possono essere evitate.

Continua a leggere “La verità sui bassi a 24 tasti”

Registrare dal vivo

Il dominio incontrastato dell’Edirol R9 sembra in pericolo per la comparsa di un serio concorrente a un prezzo inferiore. Si tratta dello Zoom H4, un registratore audio orientato ai musicisti, che funziona anche come scatola di effetti e scheda audio.

Mi sono comprato di recente su eBay un registratore di minidisc. L’ho pagato meno di 50 euro e questo è quello che volevo spendere. Il mercato però offre cose molto interessanti, anche se a sei o otto volte lo stesso prezzo.

Il dominio incontrastato dell’Edirol R-09 , per qualche tempo l’unica proposta professionale per la registrazione sul campo su memoria digitale, sembra possa essere insidiato da un concorrente a un prezzo inferiore. Si tratta dello Zoom H4 e ancor di più dello Zoom H2 Continua a leggere “Registrare dal vivo”