Scuole dell'infanzia, abbiamo una risposta

Dopo avere scritto all’assessore Mariolina Moioli e al suo staff, abbiamo ricevuto risposta da Carmela Madaffari, direttore centrale per la famiglia, la scuola e le politiche sociali al comune di Milano.

La risposta è abbastanza incoraggiante, anche se non facile da seguire. Nel testo si esprime l’intenzione di coinvolgere gli operatori del settore nel progetto di riordino in corso.

Non agire di imperio, ma ascoltare la voce degli interessati, è la richiesta numero uno di tutti gli organismi che hanno dato vita all’assemblea cittadina di qualche giorno fa.

Ci ha scritto anche la Direzione del Settore Servizi all’Infanzia rispondendo punto per punto alle segnalazioni e alle richieste. Torneremo su questa risposta dopo le verifiche necessarie.

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Il tumulto dei chomp

Il governo della cosa pubblica sembra in mano a dilettanti che mettono l’odio verso i loro sterotipi preferiti davanti a qualunque cosa.

Succede così che la Lega fa autogol e propone una legge stupida che vieta di mangiare fuori dai locali pensando di battersi contro il nemico armato di kebab, ma finendo per danneggiare tutte le imprese artigianali, cominciando dalle gelaterie.

Maiorino in coda per il kebab

Maiorino in coda per il kebab

La reazione non si fa attendere; Carlo Monguzzi e Per Francesco Maiorino, Maurizio Baruffi, Pippo Civati, Paolo Danuvola insieme ai blogger meno impegnati nell’autopromozione, si mangiano un kebab sul marciapiedi per protesta, fortunatamente con buona copertura mediatica. Ecco il video del breve discorso di Monguzzi.

Mariorino e Monguzzi davanti al kebab di via Borsieri

Mariorino e Monguzzi davanti al kebab di via Borsieri

Protestare contro un decreto stupido non è stupido, anzi è importante proprio per mostrare la stupidità di chi lo ha preso, magari avvicinandola a quella di chi ha dato il via libera alla caccia selvaggia, o di chi si fa passare il testo di una legge sulla libertà di parola dalle lobby del copyright, oppure di chi smonta lo stato e i servizi sociali pezzo per pezzo.

Dilettanti allo sbaraglio, come chi tagliuzza i bilanci dell’istruzione.

Insomma, se la rivoluzione americana è iniziata col tè, speriamo che il kebab dia la stura alla rinascita civile di questa regione e di questo paese che stanno scontando troppo duramente il sonno dell’impegno sociale.

Luca Sofri davanti al kebab di via Borsieri

Luca Sofri davanti al kebab di via Borsieri

A margine una nota di colore: è bello vedere Monguzzi con il megafono a tracolla perché mi fa sentire come fuori dal Leonardo da Vinci a protestare contro la guerra in Vietnam. Insomma, dai sit-in a un eat-in.

Quanto ai blogger che hanno lanciato la manifestazione, mi pare che ci sia da constatare che la blogosfera come terreno per l’impegno sociale è un terreno scivoloso, su cui si fa poco appiglio.

Per carità, Internet è il ciclostile più grande del mondo, ma la politica reale è meglio farla nei termini classici, naturalmente purché ci sia copertura televisiva.

Scuole dell'infanzia a Milano

Questa è la lettera che abbiamo spedito all’assessore Mariolina Moioli e in copia al sindaco Moratti riguardo le scuole dell’infanzia e il piano di riorganizzazione degli orari che il comune ha intrapreso.

“Buongiorno. Sono il padre di tre bambini di dieci, otto e cinque anni e ho avuto modo di sperimentare le scuole dell’infanzia nel corso degli ultimi otto anni.

Vi scrivo per esprimere la mia soddisfazione per il buon funzionamento delle scuole dell’infanzia, in particolare quella di cui abbiamo esperienza diretta.

La cura e l’attenzione per i bambini, l’impegno e la capacità degli educatori, la qualità dei metodi impiegati e i risultati didattici sono sempre stati motivo di soddisfazione per noi.

Per queste ragioni voglio esprimere la mia preoccupazione per i cambiamenti di orario e di organizzazione che si stanno profilando, dato che pare evidente che l’intento non sia quello di migliorare la didattica o il servizio offerto, quanto piuttosto di ridurre i costi, come del resto accadrà anche nella scuola elementare a partire dal prossimo anno.

Direi che tutti i genitori con cui ho scambiato opinioni si augurano soprattutto che la scuola rimanga al livello di servizio in cui è.

Non ci è piaciuto in questo contesto il posticipo della riapertura di settembre,  annunciato con un Sms, che ha comunque prodotto una perturbazione nei piani di rientro dalle vacanze e nella ripresa del lavoro che non è stata apprezzata da nessuno.

Allo stesso modo non è stata gradita la decisione di tenere aperte le scuole il primo giorno di neve. Non tutte le strade erano state ripulite convenientemente, non tutte le insegnanti sono arrivate in tempo, non tutte le aule alla riapertura erano agibili perché la chiusura e il freddo hanno causato qualche problema al riscaldamento.

Noi siamo andati a riprendere i nostri figli un’ora dopo averli faticosamente portati a scuola, perdendo tempo e mandando allo sbaraglio i bambini inutilmente.

Insomma, in tutti questi casi i problemi che abbiamo avuto dalla scuola elementare e dalla scuola dell’infanzia non erano inerenti alla struttura, ma sono stati causati dalla gestione della struttura, in particolare dalla volontà di imporre decisioni e direzioni che non sono per il bene comune e non sono quello che i genitori si augurano per i loro figli.

Come famiglia ci auguriamo che l’amministrazione abbia più a cuore il mantenimento del buon funzionamento delle strutture che l’esigenza di incidere sull’organizzazione e riformare o razionalizzare parametri che non sono di diretto interesse per le famiglie.

Naturalmente, se ci sono problemi economici, è scontato che l’amministrazione se ne debba occupare proponendo soluzioni e coinvolgendo i soggetti in ogni caso coinvolti loro malgrado nella riorganizzazione. I genitori in fin dei conti fanno già la loro parte tassandosi per le dotazioni di base, come la carta igienica, raccogliendo fondi per i giocattoli e contribuendo in tanti altri modi al buon andamento della cosa pubblica. Nel caso di strutture dedicate ai bambini l’interesse comune è forse più naturalmente che in altri casi in linea con l’interesse personale.

In ultimo voglio aggiungere che queste sono naturalmente le mie opinioni di utente con una lunga esperienza del servizio, ma sono anche largamente condivise da tutti i genitori con cui ho parlato.”