Visualizzare l'ora su un E71

Quando sbloccavo la tastiera ho notato spesso il flash di un orologio, un transiente che appare durante il risveglio, come un errore seguito da un subitaneo ripensamento.

Mi sono chiesto varie volte come forzare il telefono a mostrare in modo più utilizzabile questo orologio, che ha il pregio di essere molto ben leggibile e che mi piacerebbe avere sempre in funzione come salvaschermo.

In una sala d’attesa ho finalmente scoperto l’arcano: si può risvegliare l’orologio premendo uno dei pulsanti di movimento del cursore, per esempio il tastone centrale. Strano come una funzione ovvia possa rimanere nascosta per qualche settimana di uso.

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Qualche idea gratuita per Nokia

Un telefono in grado di conversare con i servizi più disparati
Un telefono in grado di conversare con i servizi più disparati

Ci sono tante cose che i telefoni di oggi fanno, un sacco di cose sempre più complicate e interessanti. Questa è certamente una bellissima cosa, ma rovinata dal fatto che i produttori di telefoni non hanno il tocco magico di Apple e non riescono, come la casa di Cupertino, a prendere un’idea e portarla fino in fondo, fino al punto in cui una funzione del prodotto è naturale e efficace. Molti telefoni, invece fanno venire la voglia senza essere all’altezza fino in fondo.

Per esempio, l’iPhone ha un display piccolo ma con una risoluzione particolarmente alta, in modo da poter avere un numero di pixel adeguato, perché se il telefono ha un browser non deve essere solo un browser che ti fa venire la voglia. Se il display è piccolo deve essere facile zoomare dove non riesci a leggere bene e tornare indietro, non tutti hanno l’occhio di falco, non tutte le pagine sono leggibili altrettanto bene, la percentuale di presbiti fra gli acquirenti di smartphone è più alta che negli altri segmenti di mercato. Quindi l’iPhone ha fin dall’inizio visualizzazione, interfaccia utente e zoom perfettamente all’altezza del compito e un’interfaccia grafica che è un piacere da usare.

Nokia non ha lo stesso tocco magico, per fare un esempio il mio E71 ha una rubrica in cui ci sono i nomi e gli indirizzi di tutte le persone con cui ho rapporti. Il telefono ha anche un discreto Gps, che può portarmi a un indirizzo. Eppure manca nell’agenda la funzione “portami fino all’indirizzo del contatto che sto guardando”.

Beh, può capitare che ci si dimentichi di una possibilità, che si debba buttare fuori un prodotto in fretta, ma un cliente Apple sa che il suo telefono vedrà più di una release del firmware, perché sicuramente ne uscirà una migliore e chissà che cosa ci sarà dentro. Nokia, invece, non fa release di aggiornamento per i suoi telefoni e molto spesso basa i prodotti software più recenti sulle ultime release di firmware gettando i suoi terminali nell’obsolescenza prematura. Sbagliato perché chi sceglie uno smartphone vuole il meglio, ma lo cambia spesso lo stesso.

Qualche articolo del proxybar è stato scritto sul telefono, con foto scattate col telefono, ma è tutto molto faticoso e quando si arriva a casa non si vede l’ora di trattare testi e immagini con qualche macchina seria.

Condividere foto sul web è uno degli interessi primari di chi compra uno smartphone, eppure Nokia offre due soluzioni, una proprietaria basata esclusivamente su software proprietario e un sito dedicato e una altrettanto proprietaria, ma almeno mainstream, che è l’upload su Flickr, il sito più piacevole da usare per la condivisione di immagini. Strano che manchi un client Ftp e un meccanismo per la pubblicazione di immagini standardizzato. Offrire una soluzione proprietaria e pascolarsi un sito come ovi.com è una buona idea, ma creare uno standard di pubblicazione condiviso è un’idea molto migliore. Io sto sempre con Kathy Sierra: gli utenti vogliono essere in grado di fare cose strabilianti con i tuoi prodotti e li amano in proporzione.

Mi capita spesso di perdere telefonate quando sono in giro, probabilmente una suoneria troppo delicata, l’ultima versione della musichetta Nokia. Però, il telefono contiene un microfono, quindi può sapere quanto è alto il rumore ambientale, potrebbe regolarsi di conseguenza per il livello della suoneria, alzandolo nel traffico e abbassandolo in ufficio. Volendo esagerare, se un dispositivo ha l’accelerometro sa anche se sto camminando, probabilmente col telefono in tasca (suoneria alta) o in mano se è orizzontale (basta la vibrazione). Anche in queste cose Apple e Nintendo hanno aperto la strada, con due prodotti amatissimi dagli utenti (iPhone e Wii) e ora gli accelerometri appaiono ovunque.

La navigazione con i tastini nel browser è un incubo, si potrebbe usare la telecamera interna per seguire i movimenti della mano di chi legge, come fa l’EyeToy della Playstation o la nuova versione del Nintendo DS. Poi, vedere la gente che cammina per strada impegnata in gesti ieratici, come se ipnotizzasse il telefono, sarebbe molto suggestivo. Usare le mani è importate: gli uomini sono fatti per maneggiare le cose e hanno capacità di manipolazione senza pari nel regno animale, questa è la strada da seguire.

Usare il web sarebbe bello, il browser in dotazione è ottimo e nasce dalla stessa base di codice di Safari, ma il display è troppo piccolo e la risoluzione troppo scarsa. Dopo un po’ di tempo passato a guardare il web dal buco della serratura si è tentati di abbandonare. Ci vorrebbe un meccanismo semplice per zoomare dove è necessario e tornare indietro per avere una vista complessiva.

Chi usa uno smartphone ha spesso una cuffia all’orecchio, sia per usare le striminzite capacità del lettore musicale, sia per avere le mani libere o la possibilità di usare il display e scrivere mentre si parla. I telefoni potrebbero sfruttare l’interfaccia vocale per un sacco di cose, dall’annuncio delle mail in arrivo a servizi di prossimità basati sul Blutooth.

A volte un programma ti sorprende

Il vecchio N-Gage ha dato segni di stanchezza e il suo display è abbastanza illeggibile. L’uso normale del telefono è abbastanza scomodo e leggere o scrivere messaggi è quasi impossibile.

Di conseguenza, ho approfittato dell’offerta di TIM e ho preso un Nokia N70, che sarà scalato dal mio traffico in modo praticamente inavvertibile nei prossimi due anni, a meno che non perda il vizio di tenere i contatti.

Il Nokia N70

Il cambio del telefono è un cambio di identità: le nostre abitudini nel trattare un pezzo importante della nostra vita di relazione. Gli automatismi con cui si risponde o si declina una chiamata, il modo in cui si compone un messaggio, la comodità della tastiera, la configurazione delle suonerie e degli avvisi. Tutte cose a cui possiamo avere dedicato attenzione una volta e non abbiamo tanta voglia di riprendere in mano.

In effetti, questo è vero in generale: nessuno vuole tornare a essere un principiante, ma questo ci rende conservatori. Più dettagli li troviamo su un blog post di Kathy Sierra.

Un altro trauma da separazione è la perdita della rubrica, del calendario. In uno smartphone gli indirizzi non sono registrati nella scheda sim, quindi cambiando telefono se ne va la nostra rubrica e, se li abbiamo inseriti, tutti i nostri appuntamenti nel calendario.

Complimenti quindi al primo telefono, fra quelli che ho avuto, che si pone questo problema e te lo risolve brillantemente, senza neanche fare intervenire un PC.

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