Aphex 1404: la fabbrica della "botta"

Perché avere un compressore? Perché tutti dicono di usarlo, gli amici con uno studio dicono che è indispensabile, gira e rigira salta fuori sempre guardando la catena di effetti dei bassisti.

La mia motivazione era cercare di barcamenarmi fra tre esigenze diverse. Il mio chitarrista dice sempre che il mio volume è troppo alto (ma il suo Marshall non ha il volume a tre). L’amplificatore, che c’è in sala prove (un Peavey con cono da 15”) satura quando scendo sotto il la sulla quarta corda. Io non sento quello che suono, stretto come sono fra due chitarristi e un batterista tutti col volume a 11.

Con i compressori, però non ho buon feeling. Anni fa avevo comprato un Aria. Aveva tanti controlli, attack, release e non mi piaceva su quasi nessun settaggio. Meno che mai con il rilascio lungo o l’attacco corto. Quando si è trattato di rosicchiare qualche euro per un effetto nuovo è stato il primo ad andare.

Girando per il Web mi rendo conto che i Behringer costano quasi come effetti a pedale e mi viene voglia di tentare. Anche gli italiani Etek si trovano a buon prezzo e sono compressori a due bande.

Il pannello dell'Aphex 1404

Io, però, nonostante abbia preso trenta in elettronica e viva di computer dalla mattina alla sera sono un chitarrista a bassissima tecnologia: troppe manopole mi danno fastidio. Ci sono quelli che hanno la professionalità di girare le manopole e fare splendidi settaggi e quelli che preferiscono pensare a quello che suonano.

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